Benvenuto/a nel sito della scrittrice Giovanna Albi.

"Il tempo ritrovato è di gran lunga più piacevole di quello perso" (Cit. di Giovanna Albi)

domenica 23 febbraio 2014

Ivana e La favola a Teramo: grazie terra natia!

Ivana e La Favola a Teramo

Ho lasciato Teramo negli anni ’80, città ridente in collina, a pochi chilometri dal mare e dalla montagna; posso ammirare dalla mia casa l’imponenza solitaria del Gran Sasso e ancora ne rimango commossa e intrigata. Vi sono ritornata da soli tre anni, per una disavventura lavorativa; sembrerebbe un destino, ma è stata una scelta: un’ imponente nostalghìa del ritorno mi ha ricollegata alle mie radici.
Essere è ricordare e io Teramo non l’ho mai cancellata: qui i primi passi verso la vita, i miei studi, i primi fremiti di amore, le prime lacrime sulle note di Baglioni, di De Gregori, di Dalla, e di tutti i più capaci e sensibili cantautori degli anni ’70. Ho ritrovato una Teramo non molto diversa (lasciamo stare la crisi economica!): le stesse persone,nel senso umano del termine, gli stessi aromi, profumi, lo stesso affetto, l’attenzione ai rapporti umani. Andiamo al dunque: ho qui ricucito anche i rapporti culturali, e ho pensato di presentare il mio libro nella Sala San Carlo, perché sapevo, come è stato, che avrei trovato amici e parenti solidali con me. Come si dice, giocavo in casa, ma l’avventura non avrebbe avuto per me il valore che ha, fino a diventare una mattina indimenticabile, se non ci fosse stato anche il mio amico fraterno, Ciro Pinto, grande scrittore e romanziere, nato a Napoli, dove tuttora vive, accompagnato dall’amabile moglie, Lucia, donna saggia, umana ed intelligente. Talora Facebook avvicina anime diverse e pur uguali, come quella mia e di Ciro, sicché abbiamo deciso di presentare i nostro libri insieme, perché, benché diversa l’impostazione dell’opere , lo stile, i contenuti, identica è la passione per lo scrivere e l’attenzione per la figura della donna , presente in entrambe le opere.
E meno male che conosco bene e sono amica della grande professoressa Maria Cristina Marroni, la quale ha mirabilmente guidato la conferenza alla sala San Carlo, introducendo al tema, facendo una presentazione brillante ed esaustiva dei nostri testi, rivolgendoci intelligenti domande. Il tutto ci ha consentito di parlare di letteratura divertendoci in una sala attenta, dove c’era una rappresentanza degli alunni del Liceo Classico di Teramo, accompagnati dalla Preside Loredana Di Gianpaolo e dalla professoressa Gabriella Liberatore; non finirò mai di essere loro grata, perché soprattutto alle nuove energie ci rivolgiamo quando scriviamo, perché loro sono la speranza in un futuro migliore di quello che stiamo vivendo.
Il tema del bello ha dominato la prima parte della conferenza attraverso l’analisi del mio libro, che, ambientato in una Grecia sospesa nel sogno, tratta proprio del bello, dell’ amore e dell’ amicizia, specie tra donne. Ma soprattutto abbiamo parlato della forza del ricordo, della necessità della memoria. Anche quando diventa intrusiva, la vita è sostanzialmente ricordo. Molti i riferimenti alla classicità: dalla percezione del tempo, all’impostazione filosofica, alla riflessione sull’amore in un romanzo, quale è il mio, che è sostanzialmente educazione sentimentale.
Ha magistrarmente interpretato la lettura di brani della mia opera Vincenzo Castaldo, figlio del noto pittore napoletano, Carmine Castaldo, autore dello splendido dipinto rappresentato nella copertina del mio libro.
Grazie di Cuore, Vincenzo!
Poi ci siamo spostati a Cetona, nel Senese, attraverso il libro di Ciro, che, abile romanziere, ha tessuto una storia che ruota attorno al problema di Ivana, che è sostanzialmente l’alter ego di tutti i personaggi presenti nell’opera: Andrea, Laura e Sara. Ma oltre al tema del doppio, topos letterario, il libro presenta una seria e costruttiva riflessione sui giovani e sulla crisi economica che ci attraversa, argomenti centrali nel mondo concettuale di Ciro, insieme all’attaccamento ai sani valori della terra ai sapori veri della vita che il protagonista, Andrea, ritrova in questo locus amoenus di Cetona, magistralmente rievocato in un tempo sospeso tra Medioevo e Rinascimento.

Un grazie di cuore a tutti i presenti, attenti ascoltatori della nostra conferenza, ma soprattutto alla mia città, Teramo, che mi accoglie sempre con la stessa emozione, perché la terra d’ Abruzzo è assolutamente meravigliosa e deve solo essere rivalutata per la sua grandezza antica e moderna.